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Nutrizione pediatrica e sport: come gestire l’alimentazione del bambino sportivo

L’attività fisica e lo sport rappresentano un elemento centrale nella crescita di bambini e adolescenti. I benefici non riguardano esclusivamente la salute fisica, ma coinvolgono anche lo sviluppo emotivo, relazionale e cognitivo.
In questo contesto, la nutrizione pediatrica svolge un ruolo chiave nel supportare il movimento senza trasformarlo in uno strumento di controllo o di performance.

Quando le famiglie chiedono indicazioni su alimentazione e sport in età pediatrica, il professionista della nutrizione è chiamato a fornire messaggi coerenti con l’età evolutiva, scientificamente fondati e sostenibili nella quotidianità.

Attività fisica e sport in età pediatrica

In età pediatrica è fondamentale distinguere tra movimento e sport.

Il movimento quotidiano rappresenta la base dello sviluppo motorio e dovrebbe essere promosso fin dai primi anni di vita, indipendentemente dalla pratica sportiva strutturata.

 

Nei primi anni, l’obiettivo non è “fare sport”, ma fare esperienza del corpo: correre, saltare, arrampicarsi, esplorare. Questo approccio è parte integrante di una visione ampia di nutrizione pediatrica e salute, che non può prescindere dal contesto di crescita.

 

NOTA: raccomandazioni allo sport
Tutte le raccomandazioni che forniamo alla famiglia dovrebbero essere inclusive, e quindi prevedere anche eventuali disabilità che limitano il movimento “libero e spontaneo”.

Educare al movimento: il ruolo dello sport nei bambini

Fino ai 4–5 anni, i bambini non hanno bisogno di sport organizzati. È invece utile accompagnarli a scoprire il piacere del movimento attraverso il gioco libero e variato. Ogni momento della giornata può diventare un’opportunità per muoversi.

 

Con la crescita, lo sport può assumere una forma più strutturata, a patto che resti centrato sul divertimento.


Un punto fondamentale nel lavoro ambulatoriale è ricordare che l’educazione al movimento non deve mai passare per obiettivi di peso, estetici o di compensazione calorica.
Iniziare fin da bambini a far apprezzare il movimento per qualcosa che il corpo può fare a prescindere dalle sue forme e dimensioni è fondamentale per una crescita sana, e per prevenire un rapporto disfunzionale con lo sport.

 

Vi parliamo anche da professioniste a colleghi: quanti di voi hanno ricordi spiacevoli delle ore di educazione fisica a scuola, o di danza, calcio, pallavolo, e qualsiasi altro sport strutturato, perché l’allenatore esprimeva dissenso verso il vostro corpo, facendovi sentire inadatti o inadeguati all’esercizio? Quanto spesso è capitato che, fin da bambini, lo sport fosse qualcosa di punitivo, da fare “altrimenti niente gelato”, “altrimenti diventi una balena”?
Questo tipo di pressing lascia un’impronta difficile da cancellare, al punto che, ancora nel 2026, molti di noi continuano a vedere il movimento fisico come “valido ed efficace” solo se rientra in certi canoni di performance estetica.

 

Quanta attività fisica in età pediatrica?

Sulla base di quanto abbiamo raccolto, condividiamo con i genitori delle ‘’mosse’’ che possano aiutarli nella formulazione della loro routine alimentare settimanale.

 

Nutrizione del bambino sportivo: principi generali

Quando un bambino pratica sport a livello amatoriale, è frequente che i genitori stimino in eccesso i fabbisogni energetici, con il rischio di un’alimentazione più abbondante del necessario.

In realtà, i fabbisogni calorico-nutrizionali dei bambini che praticano sport amatoriale non differiscono da quelli dei coetanei sedentari.
Ciò che può essere modulato è la distribuzione dei pasti nel corso della giornata, in relazione agli orari di allenamento.

Questo è un punto centrale nella nutrizione del bambino sportivo, spesso fonte di confusione e messaggi contraddittori.

Le cose cominciano a cambiare in età prepubere, durante la quale i fabbisogni dello sport possono cominciare a incidere significativamente sulla giornata alimentare, soprattutto se parliamo di preagonismo e agonismo.

 

Alimentazione e allenamento: come adattare i pasti

 

Allenamento nel primo pomeriggio

In questo caso può essere utile aumentare leggermente l’apporto energetico di colazione e spuntino del mattino, alleggerendo il pranzo.
L’obiettivo è permettere al bambino di affrontare l’allenamento con energia, evitando sensazioni di pesantezza – soprattutto considerando che, stando agli orari scolastici, il bambino potrebbe fare sport a stretto giro dal consumo del pranzo.

Dopo l’attività fisica è sufficiente l’abituale merenda, seguita dalla cena di famiglia comprensiva di tutti i nutrienti.

Allenamento nel tardo pomeriggio

Colazione e spuntino di metà mattina restano invariati. Il pranzo può essere completo ma non eccessivo per non rallentare la digestione: suggeriamo di valutare con la famiglia le opzioni di routine e la risposta digestiva del bambino, modulando al ribasso grassi e fibra qualora, effettivamente, possano essere eccessive per lo sport praticato.
Se trascorrono almeno tre ore tra pranzo e allenamento, uno spuntino a base di frutta fresca circa un’ora prima dell’attività è adeguato. Se non frutta, va comunque raccomandato uno snack leggero e ben digeribile.

Dopo lo sport si può proporre un piccolo frutto o passare direttamente alla cena, valutando quanto tempo si ha a disposizione.

 

È importante chiarire che non sono necessari succhi, bevande zuccherate o spuntini ipercalorici post-allenamento, spesso percepiti come “indispensabili”.

 

Idratazione e sport in età pediatrica

L’idratazione rappresenta uno degli aspetti più rilevanti nella nutrizione pediatrica applicata allo sport.
I bambini, soprattutto i più piccoli, percepiscono meno lo stimolo della sete e sono quindi più esposti al rischio di disidratazione.

Le indicazioni da condividere con le famiglie possono essere semplici ma efficaci:

  • Garantire sempre la disponibilità di acqua
  • Ricordare al bambino di bere prima, durante e dopo l’attività fisica
  • Utilizzare frutta fresca e acqua come base dello spuntino post-allenamento
  • Se l’allenamento è vicino all’orario di cena, una minestra di verdure o un brodo con una piccola quota di cereali rappresentano una proposta adeguata.

 

Integratori e nutrizione pediatrica

In assenza di carenze documentate e di prescrizione medica, l’uso di integratori in età pediatrica non è indicato.
Questo messaggio è particolarmente importante nei contesti sportivi, dove l’integrazione viene spesso normalizzata anche nei bambini.

Sport agonistico e nutrizione del bambino sportivo

Lo sport agonistico richiede una valutazione più articolata. Oltre ai carichi di allenamento e alla disciplina praticata, è fondamentale osservare il vissuto del bambino: il divertimento resta un indicatore chiave della sostenibilità dell’esperienza sportiva.

 

Dal punto di vista nutrizionale, nella nutrizione del bambino sportivo agonista restano centrali:

 

  • Attenzione all’idratazione
  • Monitoraggio di eventuali carenze, in particolare ferro e vitamina D

Accanto agli aspetti nutrizionali, è importante considerare anche le dinamiche emotive e relazionali che possono influenzare il rapporto con il cibo.

Formazione in nutrizione pediatrica e bambino sportivo

L’attività fisica rappresenta una risorsa fondamentale per la salute in età evolutiva. Il ruolo del professionista della nutrizione pediatrica è accompagnare bambini e famiglie verso un’esperienza di sport rispettosa e sostenibile.

 

Se lavori in ambito nutrizionale e vuoi approfondire la nutrizione pediatrica applicata allo sport, nella Mini Academy ECM di SNIP trovi un modulo formativo dedicato alla nutrizione del bambino sportivo, con esempi pratici e un focus specifico sullo sport agonistico in età pediatrica.

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